Art. 25-undecies e reati ambientali: come organizzare un’analisi di difendibilità 231

Responsabilità 231 reati ambientali art. 25-undecies: come ricostruire processi, ruoli e prove documentali, con aggiornamento 2025 e matrice di verifica.

Davanti a un’ispezione, a una richiesta di chiarimenti o a una criticità interna sui rifiuti, la prima domanda per la responsabilità 231 reati ambientali art. 25-undecies è concreta: l’impresa riesce a ricostruire attività, decisioni, controlli e documenti del periodo interessato? L’analisi di difendibilità parte da questa ricostruzione e separa i fatti accertabili dalle questioni che richiedono approfondimento tecnico o legale.

L’art. 25-undecies del D.Lgs. 231/2001 disciplina conseguenze per l’ente in relazione a un catalogo di reati ambientali; il testo richiama, fra gli altri, reati previsti dal D.Lgs. 152/2006. L’art. 6 del D.Lgs. 231/2001 pone inoltre al centro, nei casi che disciplina, l’adozione e l’efficace attuazione preventiva di modelli idonei a prevenire reati della specie di quello verificatosi. Per questo un Modello 231, una delega o un’autorizzazione vanno letti insieme alle tracce dell’operatività effettiva.

In sintesi

  • Delimitare subito il fatto, il processo, il sito e l’arco temporale da esaminare.
  • Mettere in sequenza attività, decisioni, controlli, comunicazioni e documenti disponibili.
  • Confrontare Modello 231, protocolli, deleghe e poteri con i ruoli effettivamente esercitati.
  • Usare una matrice che colleghi area di rischio, fattispecie o processo e documento da verificare.
  • Tenere distinto l’aggiornamento normativo del 2025 dalla qualificazione del caso concreto.
  • Coinvolgere lo studio quando emergono atti ricevuti, scadenze, lacune documentali o divergenze organizzative.

Da quale domanda iniziare nell’analisi 231 ambientale

Il punto di partenza è individuare l’attività ambientale interessata: gestione, trasporto, deposito, recupero o smaltimento di rifiuti; abbandono o deposito da chiarire; oppure un evento che richiede la verifica di possibili collegamenti con la combustione di rifiuti. L’art. 256 del D.Lgs. 152/2006 riguarda attività di raccolta, trasporto, recupero, smaltimento, commercio e intermediazione di rifiuti svolte in mancanza della prescritta autorizzazione, iscrizione o comunicazione.

La domanda operativa non consiste nell’attribuire internamente una qualificazione al fatto. Serve invece a stabilire quali informazioni devono essere preservate: data e luogo, attività svolta, soggetti presenti, istruzioni ricevute, decisioni assunte, registrazioni operative e atti eventualmente ricevuti. Questa delimitazione evita che documenti successivi vengano confusi con le evidenze del periodo da ricostruire.

Per impostare il confronto tra procedure e attività effettive può essere utile Approfondisci: approfondire la verifica del Modello 231 ambiente prima di una richiesta documentale.

Art. 25-undecies, modello 231 e prova dell’attuazione

L’art. 25-undecies collega all’ente le sanzioni previste dalla disposizione in relazione alla commissione dei reati ambientali indicati nel suo testo. Il catalogo normativo orienta la mappatura iniziale, ma non sostituisce l’esame del fatto, del momento in cui si è verificato e dell’organizzazione coinvolta.

Nel perimetro dell’art. 6, il modello deve individuare le attività nell’ambito delle quali possono essere commessi reati e prevedere protocolli per programmare la formazione e l’attuazione delle decisioni dell’ente. La verifica di difendibilità traduce questi elementi in domande documentali: quale protocollo era applicabile, chi poteva decidere, quale controllo era previsto, quale evidenza ne attesta lo svolgimento e quale flusso informativo verso l’ODV risulta reperibile.

Un documento formalmente presente è quindi un punto di partenza. La sostanza dell’analisi sta nel collegarlo a date, persone, autorizzazioni, istruzioni, registrazioni e controlli coerenti con il processo esaminato.

Scenario operativo: il caso tipo di una richiesta sui rifiuti

Si consideri un caso tipo anonimo: un’impresa riceve una richiesta di chiarimenti relativa alla gestione di rifiuti presso un’unità operativa. Lo scenario mostra un metodo di ordinamento e non anticipa alcuna conclusione sul fatto.

  1. Delimitazione. Direzione e funzione HSE annotano data di ricezione, termine indicato nell’atto, sito, attività interessata e persone coinvolte. Le circostanze confermate vengono tenute distinte dalle informazioni ancora da verificare.
  2. Ricostruzione del processo. Si ordinano classificazione del rifiuto, soggetti incaricati, autorizzazioni, iscrizioni o comunicazioni disponibili, registrazioni operative, contratti e comunicazioni con i fornitori. Ogni lacuna viene registrata come questione aperta.
  3. Ruoli e poteri. Si raccolgono Modello 231, protocolli, organigrammi, deleghe, poteri di spesa, verbali e istruzioni pertinenti, verificando la corrispondenza fra attribuzioni formalizzate e decisioni del periodo interessato.
  4. Controlli e flussi. L’ODV o le funzioni incaricate esaminano le evidenze di controllo, le segnalazioni, i rilievi e le azioni interne disponibili, distinguendo un flusso non reperito da una circostanza ancora da accertare.

La sequenza utile è: attività, decisione, controllo, evidenza, questione aperta. Essa consente di preparare una prima analisi professionale senza alterare la storia documentale.

Matrice di rischio per la responsabilità 231 reati ambientali

La matrice serve a collegare il quadro normativo e il processo aziendale ai documenti da esaminare. Non qualifica il caso concreto e non sostituisce valutazioni tecniche o legali richieste dalla situazione.

Area di rischioFattispecie o processo aziendale da verificareDocumento da verificare
Perimetro 231 ambientaleArt. 25-undecies e collegamento tra fatto, processo aziendale e periodo rilevanteModello 231, protocolli ambientali, cronologia dei fatti, atti ricevuti, flussi verso l’ODV
Rifiuti non pericolosiArt. 255-bis: abbandono, deposito o immissione nelle acque nei casi indicati dalla normaRapporti di sito, registrazioni operative, comunicazioni interne, dati sul luogo e sul periodo
Rifiuti pericolosiArt. 255-ter: abbandono, deposito o immissione nelle acque di rifiuti pericolosiClassificazione disponibile, registrazioni, incarichi, istruzioni e tracciatura delle attività
Gestione dei rifiutiArt. 256: raccolta, trasporto, recupero, smaltimento, commercio o intermediazioneAutorizzazioni, iscrizioni o comunicazioni disponibili, contratti, registrazioni e ruoli operativi
Combustione di rifiutiArt. 256-bis e possibili collegamenti da esaminare con attività precedentiSegnalazioni, rapporti di evento, evidenze di sito, comunicazioni e decisioni interne
Aggiornamento normativoD.L. 116/2025, art. 6, convertito con modificazioni dalla L. 147/2025Testo ufficiale verificato, data della verifica e periodo dei fatti da confrontare separatamente

Aggiornamento normativo da registrare nel fascicolo

Il D.L. 116/2025, art. 6, reca modifiche all’art. 25-undecies del D.Lgs. 231/2001. La L. 147/2025 ha convertito il decreto-legge con modificazioni. Nel fascicolo di analisi conviene quindi annotare la fonte ufficiale consultata, la data di verifica e il periodo cui si riferiscono fatti e documenti aziendali.

Gli artt. 255-bis e 255-ter del D.Lgs. 152/2006 disciplinano rispettivamente l’abbandono di rifiuti non pericolosi nei casi particolari indicati dalla norma e l’abbandono di rifiuti pericolosi. L’art. 256 riguarda la gestione non autorizzata; l’art. 256-bis reca la disciplina della combustione illecita di rifiuti. Questi richiami individuano temi da sottoporre a verifica documentale, senza estendere automaticamente il catalogo dell’art. 25-undecies a una specifica vicenda aziendale.

Come ordinare documenti, ruoli e controlli

Un elenco efficace assegna a ogni documento un proprietario, un periodo di riferimento e uno stato: disponibile, da reperire, da verificare. Per la responsabilità 231 ambientale art. 25-undecies, il nucleo documentale può comprendere Modello 231 e protocolli applicabili, deleghe e organigrammi, autorizzazioni o iscrizioni, registrazioni operative, contratti, comunicazioni di controllo, verbali ODV e atti di ispezione, prescrizione o richiesta.

È utile costruire una cronologia unica. A ciascun evento corrispondono l’attività svolta, il soggetto che ha deciso, la regola o istruzione richiamata, il controllo previsto e la prova disponibile. In questo modo la prima analisi evidenzia sia la documentazione esistente sia le domande ancora aperte.

Incongruenze che richiedono una verifica mirata

Meritano priorità le divergenze fra delega e decisione concreta, fra procedura e registrazione operativa, fra autorizzazione disponibile e attività ricostruita, oppure fra flusso previsto e evidenza di controllo reperita. Anche la discontinuità nelle date, nei soggetti incaricati o nei documenti di sito richiede una verifica ordinata.

La formulazione interna più utile resta neutra: documento disponibile, fatto da confermare, collegamento da verificare, funzione da sentire. Questo approccio mantiene distinguibili la ricostruzione documentale, la correzione organizzativa eventualmente necessaria e gli approfondimenti che il caso può richiedere.

Quando coinvolgere lo studio sul caso concreto

È il momento di coinvolgere lo studio quando sono presenti un atto ricevuto o una scadenza, una criticità nella gestione dei rifiuti, documenti dispersi, deleghe da confrontare con l’operatività o flussi ODV difficili da ricostruire. Alcuni passaggi possono richiedere professionisti abilitati in base al caso concreto.

Alessio Ferretti STP, studio di commercialisti, può esaminare e gestire professionalmente il caso concreto nel perimetro del servizio, svolgendo una prima analisi dei documenti aziendali e ambientali relativi al Modello 231 e confrontando ruoli, flussi decisionali, controlli e aspetti economico-organizzativi. Quando necessario, coordina gli approfondimenti con professionisti associati.

Nel form indicate situazione, urgenza ed elenco dei documenti disponibili. Allegati personali o riservati saranno trasmessi soltanto dopo il contatto, mediante un canale sicuro concordato con lo studio.

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